Valerio Onida

Presidente emerito della Corte Costituzionale italiana.
Presidente della Scuola Superiore della Magistratura.

Come una città racconta se stessa? Attraverso il linguaggio “muto” delle cose (gli edifici, le strade, i parchi…) e il linguaggio anch’esso in certa misura “muto” della vita quotidiana delle persone e dei gruppi. Poi ci sono gli eventi e c’è il “racconto” narrato dai media e dai “comunicatori” professionali. La Milano di oggi come viene presentata? Come sono rappresentati i cambiamenti profondi intervenuti nel tempo, dalla Milano della Pirelli, della Falck, della Innocenti, dell’Alfa Romeo, e naturalmente della Banca Commerciale e della Cà de Sass, alla Milano dei servizi, oltre che ancora delle banche e della Borsa, assai più “liquida” e sfuggente? Dalla Milano “meneghina” alla Milano della presenza massiccia di comunità straniere?
Vorrei solo che i media e i comunicatori non indulgessero  allo stereotipo della “Milano da bere”, tutta lusso e quadrilatero della moda, per mostrare la natura assai più complessa  e ricca  della città di oggi; che sapessero dare voce al  passaggio dalla Milano da 1.300.000 abitanti, circondata nel territorio da oltre 130 diversi Comuni medi e piccoli, alla Milano Città metropolitana (la Grande Milano) in cui la separazione capoluogo/hinterland cade (e sarebbe bello che cadesse anche la delimitazione delle linee metropolitane fra “zona” urbana” e zone esterne!).
Un simbolo di questo cambiamento è certamente il trasferimento della grande Fiera fuori dai confini del capoluogo.

Marco Tronchetti Provera
Giuseppe Galasso

Trackback dal tuo sito.