Una ipotesi di nuovi temi narrativi su Milano

Da industriale a industriosa.
Aumenta il convincimento che resti la centralità del lavoro ma che si riarticoli la natura dei processi produttivi.

Da borgo a città metropolitana.
Tema all’ordine del giorno. Ma non è solo una questione «amministrativa».
Serve una reale integrazione di storie identitarie che richiedono ascolto, progetto, adattamento.

Da qualità della produzione a qualità della vita.
Un dato delle ricerche demoscopiche che si connette alla domanda sociale di innovazione.

La creatività non applicabile solo al lusso.
Il corpo sociale e produttivo della città accetta e apprezza le sue «punte di diamante» ma chiede anche al mondo della moda di partecipare all’estensione della rappresentanza collettiva.

Da locale e globale a glocale.
Inteso come superamento di una condizione ancora separata tra dimensione localistica e dimensione protesa ai nodi e alle reti mondiali. Per andare verso modelli di conoscenza e di scambio in cui globale e locale si collocano di più uno nell’altro.

Mantenere in tensione tradizione e innovazione. 
Tema storico degli equilibri, per Milano abitualmente innovativi, tra i radicamenti conservativi e i nuovi rapporti tra disegno urbanistico e legittimazione dei comportamenti sociali.

La «terra di mezzo» (Mediolanum) si fa ibridazione.
Dunque il superamento della concezione di «passaggio» e la presa di coscienza di una forte condizione di «destinazione». Che è il punto in cui – se applicato – servono un po’ di risorse per adeguare l’accoglienza.

La rete della conoscenza diventa portale globale.
Il tema di Milano nell’interesse nazionale (che Expo dovrà sottolineare) e le sue responsabilità di trasferimento e di negoziato dei caratteri e delle qualità creative dell’italianità.

Ancora, il reinvestimento nella economia della cultura. 
In un passaggio decisivo – anche rispetto alla trasformazione dell’approccio nazionale ai beni e alle attività culturali – che trasferisce il ciclo della cultura come bene economico anche e soprattutto al ciclo della cultura per la qualità sociale.

E infine un tema più politico e di regia: fare sintesi e connettere le anime della città.
Inteso come progetto di miglioramento del «discorso pubblico» ovvero delle interdipendenze interessate a condividere la nuova rappresentazione.