Le nuove vocazioni di Genova

Carla Sibilla 1Opinione – In Stefano Rolando, Citytelling , Egea novembre 2014.

Assessore del Comune di Genova

Il concorso internazionale  di idee è stato il risultato di un lungo lavoro di coinvolgimento della città, attraverso focus group ed incontri di approfondimento che hanno coinvolto decine di soggetti della cultura, dell’economia e dell’associazionismo giovanile genovesi, chiamati a definire insieme gli elementi fondamentali dell’identità genovese. Mentre la collaborazione con Il Secolo XIX permetteva di coinvolgere i singoli cittadini. Hanno partecipato al bando 373 proposte, giunte da 10 paesi; la vincitrice, opera di “7vicocrema” (Savona – Reykjavík) è stata selezionata da una commissione internazionale di grande qualità tecnica e professionale. La riflessione sul branding della città va però oltre la realizzazione di un logo: al termine di un ventennio che l’ha vista raggiungere un posto di rilievo fra le più importanti destinazioni turistiche italiane, Genova rimette a il suo posizionamento, l’immagine che vuole dare di sé, la strategia, gli strumenti e i linguaggi scelti per raccontarla. Si compie il processo di trasformazione che Genova ha iniziato negli anni Novanta del Novecento, per cui l’identificazione della città principalmente con il suo porto e le sue fabbriche ha lasciato spazio ai tesori del patrimonio culturale e musicale, alla cultura del mare e alla divulgazione scientifica, all’innovazione tecnologica e alla creatività. Genova turistica cresce nell’interesse dei visitatori e nell’attenzione dei media; ce lo dimostra il numero crescente di articoli e di segnalazioni su testate giornalistiche cartacee e web, italiane e straniere, che vanno a comporre una rassegna stampa sempre più ricca e qualificata; ce lo dimostrano i dati in crescita dei visitatori dei nostri musei; ce lo dimostrano, soprattutto, le cifre delle presenze turistiche, che hanno permesso a Genova di reggere l’impatto della difficile fase di crisi economica ed anzi di continuare a crescere, soprattutto sui mercati esteri. Il nuovo logo è quindi il culmine (spesso abbiamo detto “la punta di una freccia”) di un progetto che ha lo scopo di posizionare la città in maniera distintiva e allo stesso tempo attrattiva rispetto ad altre città e aree geografiche; sostenere e «firmare» l’offerta culturale e turistica e tutte le iniziative promozionali a livello nazionale e internazionale; rafforzare le attività di marketing territoriale rivolte ad attrarre imprese, intelligenze e persone nel territorio. Ora che il logo è stato svelato, inizia una stagione di promozione e diffusione, che vedrà tanti soggetti del mondo culturale, turistico ed economico della città collaborare con il Comune di Genova, per rafforzare una rete di condivisione ed un piano di azioni di marketing. Fin dalle prime ore, dopo la presentazione del logo, i nostri uffici hanno ricevuto centinaia di richieste di utilizzo da parte di soggetti del turismo, della cultura e dell’economia che desiderano ”firmare” la propria comunicazione con il nuovo brand, sottolineando l’appartenenza alla città. Molti dei più importanti attori istituzionali lo hanno già adottato o utilizzato per eventi e materiali. Anche i singoli cittadini hanno colto l’occasione del nuovo brand per ribadire quanto Genova è “More than this”: moltissimi hanno scritto, parlato, apprezzato,  criticato , giocato con il logo; in pochi giorni, oltre mille e cento fotografie sono state inviate per il photocontest lanciato su Instagram, legato all’hashtag #genovamorethanthis. L’obiettivo è usarlo e usarlo tutti per incrementare il valore della nostra città.

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1. Opinione – In Stefano Rolando, Citytelling , Egea novembre 2014.