Il futuro turistico di Milano

Franco Iseppi 1Opinione – In Stefano Rolando, Citytelling , Egea novembre 2014.

Presidente del Touring Club Italiano , già direttore generale della Rai e già coordinatore per la città di Roma degli eventi connessi al Giubileo dell’anno 2000

Il Touring Club Italiano ha avuto un ruolo di osservatore attento (e attivo) della storia del nostro Paese negli ultimi 120 anni, un lasso di tempo abbastanza lungo per poter testimoniare i cambiamenti dell’Italia da giovane Stato unitario a matura economia occidentale. In questo senso, le città hanno avuto una funzione fondamentale: da luoghi di conoscenza e cultura, a fulcro di sviluppo economico e industriale, da sinonimo di innovazione e progresso a simbolo della deriva della società contemporanea che alimenta inquinamento, degrado e consumo di suolo.

La nostra associazione le ha sempre guardate con grande interesse, non solo per il loro valore storico e artistico, ma perché le città hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi veri e propri hub del turismo, nodi strategici che permettono di smistare e orientare flussi di persone alla scoperta di territori più o meno noti.

Il Touring ha contribuito, probabilmente primo in Italia, a promuovere anche quello che oggi chiamiamo “brand di città” attraverso la sua cartografia che ha permesso di collocare nello spazio e rendere riconoscibili le diverse località del Paese. Anche la sua ampia produzione editoriale ha inciso sull’immagine delle città dando spazio non solo a quelle più grandi e famose ma pure alla cosiddetta “Italia minore”. Infine, le ha raccontate attraverso il suo imponente archivio fotografico, costruito grazie anche alla generosità dei tanti soci che nel tempo hanno voluto condividere con il Touring la loro “visione” del Paese e delle sue città. In questa storia – è evidente – Milano ha giocato un ruolo importante. Non è certo un caso che il Touring Club Ciclistico Italiano sia nato lì nel 1894 e i dati della recente ricerca Ipsos sull’immagine del capoluogo lombardo descrivono compiutamente le sue caratteristiche: operosa e industriosa, concreta e innovativa, in grado di sintetizzare proficuamente passato e futuro. Un terreno fertile, dunque, per ispirare la borghesia illuminata che fondò il TCI e che in oltre un secolo ha fatto conoscere l’Italia agli italiani. Da parte sua, l’Associazione ha contraccambiato raccontando spesso la Milano turistica, anche prima che si affermasse unanimemente come tale: risale agli anni 90 del secolo scorso, ad esempio, una ricerca del nostro Centro Studi che monitorava l’immagine della città nelle principali guide internazionali. Non possiamo dimenticare, poi, la vocazione all’accoglienza: anche stavolta non è un caso che Aperti per Voi – il progetto di volontariato culturale che permette di visitare luoghi altrimenti chiusi – sia nato proprio a Milano dove abbiamo trovato tante persone con la voglia di raccontarsi e di raccontare agli altri (concittadini e turisti) i mille volti di una metropoli così peculiare. Ci sono a Milano, certamente, tutte le potenzialità (scienza, tecnologia, ricerca) per identificarsi in una delle città del futuro, non esclusa quella di essere un grande contenitore automatizzato, iper-connesso, supertecnologico (laboratorio e network, contemporaneamente), ma sono anche molto radicati e profondamente distintivi i segni di una città utile a chi vi abita e a misura di individuo per chi ci viene. Una città, dunque, con le carte in regola come player turistico che potrà (e dovrà) dare prova di sé l’anno prossimo: con Expo, infatti, – nonostante polemiche, ritardi e problemi – Milano aggiungerà uno nuovo e importante tassello alla propria rappresentazione.

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1. Opinione – In Stefano Rolando, Citytelling , Egea novembre 2014.