Introduzione alla mostra

Prefazione

Giuliano Pisapia
Sindaco di Milano

A volte non basta impegnarsi in analisi e ricerche per ottenere una base diffusa di conoscenza che metta tutti – cittadini e imprese, soggetti politici e sociali, osservatori, chi concorda e chi critica – nelle condizioni di rafforzare la qualità del dibattito sull’oggetto più importante della loro e della nostra abituale attenzione: la comunità.
Una comunità, infatti, è al tempo stesso materiale e immateriale, fatta di valori e di interessi, di persone e di storie, di realtà e di simboli: proprio per questo è necessario restituire alla comunità e ai suoi interpreti tutte le conoscenze acquisite dai suoi protagonisti, creando così le condizioni per una rinnovata discussione sull’identità e sulla reputazione della Città di Milano, con l’Expo ormai vicina e con la evidente trasformazione urbana in atto, proponendosi l’obiettivo di produrre ascolto e consentire partecipazione. Siamo a metà dell’opera, anche perché la sintesi delle ricerche svolte è la testimonianza di un ascolto organizzato in un confronto costruttivo con i cittadini e con l’opinione pubblica (interna ed esterna alla Città). Solo la messa in rete di tutti i materiali e dei dati acquisiti,
a disposizione di chi è interessato, può essere lo strumento, o uno degli strumenti, per rendere, tutti coloro che lo vogliono, partecipi del dibattito – che sta per compiersi in forma meno fredda, meno “scientifica”, più affidata alla creatività e allo spettacolo – sul futuro della città, creando le condizioni per convergere, per valutare, per ampliare e/o per differenziare i giudizi.
Parte così, in Città e in Triennale, una Mostra con eventi culturali e sociali, destinata a interrogare i cittadini sui caratteri identitari della nostra metropoli.
Rispondere alle domande sulla identità e sulla vocazione – che il tempo ha forgiato, modificato, cambiato – è inevitabilmente compito di tutti coloro che si sentono responsabili verso la comunità.
Ma è anche argomento che appassiona i cittadini che sentono la Città come propria
e la vorrebbero coerente con il sogno collettivo del miglioramento, del progresso, del benessere.
Un sogno che Milano ha interpretato nella storia, anche affrontando crisi e difficoltà, dimostrando però una forte, e realistica, tensione verso il futuro, non ignorando il presente e non dimenticando il passato.
Il nostro impegno non può, e non vuole, trasformarsi in un “autocompiacimento” della Città, ma piuttosto nella ricerca e nella volontà, di una sua “riorganizzazione attrattiva”. Attrattiva per chi la vive e la abita, per chi intende conoscerla, per chi è propenso ad accettare l’invito a vivere insieme un frammento della sua vita e del suo divenire. Ringrazio, a nome dell’Amministrazione, la Triennale di Milano per avere assunto la responsabilità organizzativa di questo progetto; il Comitato Brand Milano per averlo appassionatamente disegnato e accompagnato; i professionisti, i creativi, i tecnici, i ricercatori che lo stanno realizzando; i soggetti sociali, economici e culturali della città per volerlo discutere; i cittadini per sentirsi soggetto giudicante e non solo spettatori di questo laboratorio.

Identità di Milano

Michele De Lucchi
Direzione Artistica e progetto di allestimento

Milano è una citta che cambia pelle in continuazione e nel suo continuo trasformarsi attrae nuovi cittadini, nuove attività, nuove idee, nuovi modi di vivere e di godere della sua dinamicità. La mostra “Identità Milano” fa il punto di quella che è l’immagine della città nella percezione collettiva raccogliendo, nel contesto di una approfondita ricerca iconografica, i simboli più persistenti.
La Mostra vuole far crescere nei cittadini le domande “Che cosa è Milano?” ”Cosa sa di se stessa?” ”Cosa dovrebbe sapere?” “Chi è?” “Cosa vuole?” “Cosa la distingue?” “Cosa offre?” e molte altre che nella frenesia della vita di tutti i giorni dimentichiamo di porre
a noi stessi e agli altri lasciando disperdere molte opportunità che invece la vita in città ci offre. Senza pretendere di dare risposte esaustive e conclusive, vuole semplicemente far sorgere una esigenza di consapevolezza e diffondere un senso di appartenenza ad un luogo e ad una società che inevitabilmente influiscono nella nostra storia, nella nostra cultura, nel nostro carattere.
Molte opportunità di sviluppo e di crescita rimangono nascoste e inutilizzate proprio per l’impossibilità di riconoscere le capacità e le valenze di una struttura sociale che combina competenze e opinioni di così diversa natura e provenienza come si incontrano in una grande citta internazionale quale la Milano dell’Expo.
Non necessariamente Milano è ascrivibile ad una parola, ad uno slogan, ad una immagine e questo non è l’obiettivo odierno. Non è necessario adesso proporre e realizzare una Corporate Identity, scegliere riferimenti, identificarsi in un monumento o un personaggio storico, ma occorre mettere a confronto le varie anime delle città.
Discutere e riconoscere quello che è maggiormente diffuso nella percezione comune, ci permette di capire chi siamo e soprattutto chi vogliamo essere.
Per dare maggiore impulso a questa indagine, abbiamo coinvolto sei grandi illustratori di Milano, che con i loro disegni visualizzano con freschezza e ironia gli aspetti più riconoscibili della città.
Molte ispirazioni derivano da una ricerca del comune di Milano che ha cercato nella storia, nei monumenti, nel lavoro, nei personaggi e nella cultura popolare, elementi caratteristici della nostra città.
Sono stati realizzati 7 palcoscenici in città dove si svolgeranno recite e performance di vario genere. Sono delle vere e proprie macchine sceniche che espongono in grande dimensione le immagini realizzate dagli illustratori. Ogni istallazione presenta tre opere;
le complessive 21 illustrazioni sono poi raccolte nella Sala dell’Impluvium in Triennale insieme ad una ricerca iconografica realizzata dal Comitato Brand Milano.
Gli illustratori sono Julia Binfield, Beppe Giacobbe, Emiliano Ponzi, Guido Scarabottolo, Michele Tranquillini e Olimpia Zagnoli.

La mostra:

Il nome Milano

Lo stemma

I simboli

Palazzi e luoghi

Duecento milanesi

Interpretazioni

Opere d’arte

Eventi