Indro Montanelli

Fucecchio 1909–Milano 2001. Giornalista, scrittore e storico, firma-bandiera del Corriere della Sera, lasciato nel 1972 per fondare Il Giornale nuovo e poi La Voce. Nel 1977 subì l’ attentato dalle Brigate Rosse. Declinò nel ‘91 la proposta di Cossiga di nomina a senatore a vita. Opere teatrali e vasta produzione saggistica. Aderì al fascismo. Sottotenente del battaglione coloniale in Etiopia. Corrispondente del Messaggero nella guerra civile spagnola, con articoli sgraditi al regime, per i quali il ministro Bottai lo mandò a dirigere l’Istituto di cultura a Tallin. Nel ’38 al Corriere come inviato di guerra. Dopo il ’43 aderì a Giustizia e Libertà, arrestato dai tedeschi. Sfuggito al carcere, si rifugiò in Svizzera. Tornato al Corriere, diretto da Mario Borsa, finì in “epurazione”, spostato a dirigere la Domenica del Corriere. Di nuovo al Corriere pubblicando con Longanesi, collaborando dal 1954 al Borghese. Della sua monumentale Storia d’Italia (molti i volumi con Mario Cervi) il primo, sulla Storia di Roma, a puntate sulla Domenica. Definendosi anarco-conservatore ebbe polemiche politiche, tra cui l’uscita dal Corriere nel 1972, accettando l’offerta di Agnelli di scrivere su La Stampa; e poi con Berlusconi – proprietario del Giornale – al momento di “scendere in campo” in politica partitizzando il quotidiano. Ancora al Corriere dopo la chiusura della Voce nel 1995.

Giovanni Battista Montini
Eugenio Montale