Giuseppe Galasso

Professore emerito di Storia Medioevale e Moderna all’Università Federico II di Napoli.
Editorialista del Corriere della Sera.

Sarebbe poco confortante se si dovesse aspettare l’Expo perché una grande città con le tradizioni culturali e sociali di Milano si debba porre questi problemi.
L’Expo è però certamente una occasione formidabile per ripensare a quel che essa città è e vuole essere, e certamente non solo perché c’è l’Expo, ma perché questi problemi sono sempre (o dovrebbero essere) nella sua agenda più costante e impegnativa.
Non si tratta, insomma, di inventare, ma di ripensare e riformulare una coscienza e consapevolezza che ha dietro di sé un lungo passato. Per Milano, credo, che il punto centrale possa e debba essere: Milano città metropolitana e crocevia euro-mediterraneo; e mi riferirei non solo alla Fiera, ai commerci, a tutto quanto per cui Milano emerge in Italia e in Europa, ma a un’immagine complessiva di cui facciano parte musei, biblioteche, la Scala, i centri di ricerca, editoria etc. non come una sommatoria o aggregazione ma come vivente unità della realtà e del mito (almeno in Italia) di questa città.

Valerio Onida

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