Tv e culture – Milano, ITA-EU

Tre questioni nella discussione di venerdì 10 aprile al Teatro Argentina a Roma per presentare “TV e culture. Milano, Italia, Europa” (atti dei due convegni promossi dalla Fondazione Paolo Grassi).
1. L’estensione del concetto di cultura alle tematiche identitarie e alla crescente economia della creatività trasforma un “ghetto” in un ambito strategico della offerta di un servizio pubblico tv che voglia restare connesso all’Europa.
2. Per parlare di riforma della Rai devono essere chiariti a fondo tre dossier: governance, finanziamenti, mission (lo ha detto  Luigi Gubitosi). Dunque il percorso (e connesso dibattito) è ancora lungo e ben più complesso degli argomenti ora sul tappeto.
3. Per entrambe le questioni, il ruolo di Milano – nella sua trasformazione economica global – non e’ parte del tema “decentramento territoriale” ma parte di un nuovo progetto produttivo del sistema tv-web.

Sono intervenuti: Francesca Grassi, Antonio Calbi, Duilio Giammaria, Stefano Rolando, Stefano Merlini, Fulco Lanchester, Roberto Zaccaria, Nicola Borrelli, Luigi Gubitosi.
Diretta in streaming con Radiocemat- Collegamento in diretta  a sito Matera Capitale europea della cultura

Ha detto, tra l’altro,  Stefano Rolando (consigliere della Fondazione Paolo Grassi e altresì presidente del Comitato Brand Milano”) : “Il dossier per metà è costituito dalla prospettiva del rapporto Rai-Milano. Nel quadro della riforma Rai e del rinnovo della concessione di servizio pubblico nel 2016 c’è anche il tema della relazione Rai-Milano sotto il principale aspetto delle connessioni produttive e quindi in quella logica di “economia della cultura” individuata come una risorsa strategica per lo sviluppo territoriale e nazionale. E, a breve, anche come una chiave di racconto importante della Milano che attraverso Expo 2015 si relaziona al mondo”.

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