Filippo Tommaso Marinetti

Alessandria d’Egitto 1876-Bellagio 1944. Poeta, scrittore, fondatore del movimento futurista. Baccalaureato a Parigi, laureato in Legge a Genova. Prime poesie in francese, ambivalenti rapporti con D’Annunzio. Tra il 1905 e il 1909 dirige la rivista Poesia poi organo ufficiale del futurismo. Promuove il Manifesto del futurismo (1908), contro i decadenti, pubblicato in prima pagina dal Figaro. Lancia il manifesto Contro Venezia passatista. Bellicista convinto nella guerra italo-turca. In Russia nel ’14 per rapporti con i futuristi russi, guida la propaganda antiaustriaca nell’ingresso dell’Italia in guerra. Due medaglie al valore, dissidi con D’Annunzio nella vicenda fiumana, nel ‘19 è alla adunata di Mussolini a piazza San Sepolcro. Tiene all’originalità del futurismo rispetto al fascismo (contro monarchia e Vaticano). Esaurita l’esperienza politica torna alla letteratura. In pieno dadaismo a Parigi è descritto come la caffeina d’Europa. Firma però il Manifesto degli intellettuali fascisti nel ‘25 e Mussolini lo vuole nella Accademia d’Italia contro l’ esterofilia dilagante. Partecipa alla guerra d’Etiopia nel ’36 e, a 66 anni, alla spedizione dell’Armir in Russia. Opera memoriale La grande Milano tradizionale e futurista. Aderisce alla Repubblica Sociale italiana. Suo ultimo testo Quarto d’ora di poesia della X Mas.

Carlo Maria Martini
Ercole Marelli