Arnoldo Mondadori

Poggio Rusco (Mantova) 1889–Milano 1971. Dopo editoria locale e scolastica (marchio La Scolastica), fonda a Ostiglia la Mondadori (con la Tipografia Gaetano Franchini di Verona) presto trasferita a Milano. Franchini vuole l’accordo con Bemporad, Mondadori preferisce i Borletti, per garantire credito e sviluppo. Nel ’21 Borletti è presidente e Mondadori consigliere delegato. La scolastica resta base, ma arrivano grandi autori: Brocchi, Panzini, Ada Negri e poi nel ’26 D’Annunzio con la sua Opera Omnia (patrocinata dal re e da Mussolini). Con l’acquisto del Secolo a Milano, posizionato contro il Corriere, il fiancheggiamento del fascismo è avviato e con la biografia di Mussolini (Dux) di Margherita Sarfatti si completa. Negli anni ’30 ciò porterà a posizione dominante nella scolastica. Si apre l’editoria popolare: giallo Mondadori, narrativa straniera, collana Medusa. La guerra non favorisce l’azienda e nel ’43 Mondadori si rifugia in Svizzera con i figli (Alberto è su posizioni antifasciste e nel ’58 fonderà Il Sagggiatore). Il socialista Mondolfo sarà commissario alla Liberazione, ma Mondadori tornerà alla presidenza. Gli Oscar Mondadori (inaugurati da Addio alle armi di Hemingway) segnano – negli ultimi anni di vita dell’editore – grande successo.

Ernesto Teodoro Moneta
Giuseppe Missori